
La data di nascita di questo cocktail iconico non è certa, in compenso è quasi certo che non sia nato come lo conosciamo oggi, cioè agitato nello shaker e servito in coppetta: l’ingegnere minerario Jenning Cox lo propose sotto forma di Punch da condividere con i suoi ospiti, per cui quasi sicuramente nacque per sbaglio o per cause di forza maggiore. La leggenda narra che Cox e gli ospiti, che di solito bevevano Gin Punch, un giorno siano rimasti senza gin, e abbiano dovuto adattare la ricetta con il primo distillato facilmente reperibile nell’entroterra cubano in cui lavoravano, vale a dire il rum, o più probabilmente un’aguardiente artigianale, chissà, forse anche di puro succo di canna.
Sempre secondo la leggenda, fu un ospite dell’ingegner Cox, il collega Francesco D. Pagliuchi, a chiamarlo Daiquirì, ispirandosi alla località di Daiquiri dove si trovavano i due al momento della creazione di questa bevanda, chiamata inizialmente Rum Sour.
Come per tanti cocktails storici a base di rum, l’ispirazione arriva dalle bevande tradizionali, ed è abbastanza evidente che il daiquiri sia un figlio della ben più antica canchancharà.
Una cosa è certa, per realizzare un ottimo Daiquiri bisogna ripercorrere la storia del rum per andare alle origini del gusto originale di questo cocktail. Quando venne inventato, infatti, anche i nomi altisonanti del Ron Cubano erano molto più complessi rispetto a oggi: chi ha avuto la fortuna di assaggiarne alcuni racconta di una grande somiglianza con i rhum agricole di oggi, ricchissimi degli aromi provenienti dalla trasformazione della canna da zucchero, e soprattutto frutto di una distillazione artigianale, discontinua o continua che sia.
Il Daiquiri è composto da soli tre ingredienti, e la loro scelta determinerà in maniera importantissima il risultato finale:

Il lime. Non fate i salti mortali se non trovate un lime perfettamente maturo e integro, possibilmente poco trattato e con una scorza ricca di olii essenziali: se non trovate un ottimo lime, semplicemente non utilizzatelo! Piuttosto affidatevi al vostro fruttivendolo e scegliete un prodotto locale: sarà forse meno esotico del lime, ma almeno sarà fresco e integro. Chiaramente ciò che rende speciale un Daiquiri è anche la componente aromatica del lime, quindi usatelo di preferenza, a patto che sia buono. Spremete il lime al momento e utilizzatelo subito: non lasciatelo ad aspettare, perché ogni minuto comprometterà la parte aromatica e farà crollare l’acidità.
Lo zucchero. Potete realizzare uno sciroppo per agevolare il lavoro di miscelazione: sciogliete 2 parti di zucchero in una parte di acqua, portate a bollore, come vedete il primo bollore spegnete, lasciate raffreddare e conservatelo in frigorifero. Usate solo zucchero di canna e, se non volete fare voi lo sciroppo, potete comprarne di molto buoni, a patto che siano a base di zucchero di canna.
Alcuni dicono che sia meglio lo zucchero di barbabietola: è sicuramente meno invadente a livello aromatico, ma l’ingegner Cox che zucchero avrà utilizzato alla fine del 1800 a Cuba?
Il rum. Cercate di utilizzare un rum che vi riconduca alla canna da zucchero: nel corso degli anni il Daiquiri ha assunto i tratti somatici di un Vodka Sour piuttosto che un cocktail a base di rum. Questo è dovuto al fatto che il rum, in particolare quello dedicato alla miscelazione, ha sì iniziato a essere prodotto con metodi più moderni, ma ha anche beneficiato negativamente di tecniche atte a rendere l’alcool molto neutro, andando a perdere tutti i profumi naturali dei rum di una volta.
50 ml Veritas Blended Rum
5 ml succo di lime
15 ml sciroppo di zucchero
Versate gli ingredienti nello shaker.
Agitate per alcuni secondi.
Filtrate versando il cocktail in una coppetta ghiacciata.
Il Daiquiri con Veritas Rum è quello che più si avvicina alla versione originale: il profilo aromatico di questo blended rum è infatti molto simile ai vecchi Bacardi o Havana Club dei primi anni del ‘900.
Veritas è un blend di un rum non invecchiato, uno Pot Still invecchiato due anni alla Foursquare e un altro invecchiato presso Hampden Estate.
45 ml Clairin Sonson
25 ml succo di lime fresco
15 ml sciroppo di zucchero
Versate gli ingredienti nello shaker.
Agitate per alcuni secondi.
Filtrate versando il cocktail in una coppetta ghiacciata.
È un Daiquiri per i palati più esperti, forse il più “gourmet”. Il Clairin è un distillato ancestrale prodotto oggi con lo stesso metodo di 200 anni fa, frutto di un’agricoltura naturale e di una fermentazione del succo di canna assolutamente spontanea. La distillazione discontinua concentra tutti gli aromi, rendendo il Daiquiri molto complesso: potremmo definirlo “gastronomico”, non un semplice cocktail da bere.
40 ml River Antoine rum
25 ml succo di lime fresco
15 ml sciroppo di zucchero
Versate gli ingredienti nello shaker.
Agitate per alcuni secondi.
Filtrate versando il cocktail in una coppetta ghiacciata.
L'intensità aromatica di Rivers permette di abbassare sensibilmente la dose alla base del Daiquiri ma, grazie al grado alcolico e a tutte le componenti volatili non alcoliche che lo compongono, ne potrete utilizzare meno, pur mantenendo lo stesso dosaggio di lime e zucchero delle altre ricette. Rivers in sostanza ha una maggiore capacità di scioglimento del ghiaccio, per cui il vostro Daiquiri risulterà sempre e comunque perfetto.

I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.