
Acapulco, 1963. Nel celebre film Fun in Acapulco, Elvis Presley sorseggia Margarita durante la ripresa di diverse scene, ma era soprattutto dietro le quinte, pare, che apprezzava di più questo cocktail. E del resto, come dargli torto?
Ma chi ha inventato il Margarita? Per provare a svelare questo mistero dobbiamo fare un passo indietro, agli anni ‘40.
I presunti inventori del Margarita sono molti, a cominciare da Carlos “Danny” Herrera, ristoratore di Tijuana, che ha sempre affermato di aver creato per primo il cocktail, espressamente per Marjorie King, ex attrice, frequentatrice del jet set americano e vedova del playboy newyorkese Phil Plant. Secondo Herrera, il cocktail sarebbe nato nel suo ‘Rancho La Gloria’ durante una festa per accontentare Marjorie, allergica a ogni bevanda alcolica eccetto il tequila. Il nome Margarita – la versione spagnola di Marjorie - sarebbe stato quindi un omaggio a lei. La storia, va detto, non quadra molto, dato che in quel caso Marjorie King non avrebbe dovuto essere allergica anche al Triple Sec.

La seconda versione ha come protagonista Margaret Sames, una signora texana che ospitava spesso personaggi famosi nella sua villa di Acapulco. Durante uno di questi ricevimenti, la padrona di casa avrebbe dato dei consigli per un cocktail a base di tequila, Triple Sec e succo di lime a Johnny Durlesser, celebre bartender californiano del Tail o’ the Cock: una bevanda che avrebbe chiamato Margarita, come la chiamavano i suoi amici messicani. Qualche anno più tardi, quando il Margarita cominciò a essere uno dei cocktail più richiesti negli Stati Uniti, Durlesser affermò di essere l’inventore della ricetta, e di aver anche vinto un premio a un concorso nazionale di barman – di cui non si trovò mai riscontro ufficiale. Per tutta risposta, Margaret Sames dichiarò indignata alla stampa di essere lei l’ideatrice, e diede del bugiardo a Durlesser.
Il mistero sulle origini del Margarita è destinato, insomma, a rimanere irrisolto.


5 cl Fortaleza Blanco Tequila 100% agave
3 cl Monin Triple Sec Curaçao
1,5 cl Succo di lime fresco
Shakerare con ghiaccio e versare in coppetta da cocktail bordata di sale solo per metà.
È il Margarita storico, conosciuto sin dagli anni ‘40, e tuttora uno dei cocktail più bevuti al mondo: pensate che solo negli Stati Uniti ogni ora ne vengono consumati ben 200.000.
5 cl Tapatio Blanco Tequila 100% agave
1,5 cl Succo di lime fresco
1 cl (2 bar spoon) Sciroppo di agave Herradura
Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, shakerare e filtrare in una coppetta da cocktail opportunamente raffreddata. Si può preparare anche nella versione on the rocks: invece di filtrare in coppetta, passare direttamente in un rock glass colmo di ghiaccio. Qui non è raccomandato fare la bordatura di sale.
Questa versione è stata creata da Julio Bermejo al Tommy’s Restaurant di San Francisco, verso la fine degli anni ‘80.
5 cl Rooster Rojo Blanco Tequila 100% agave
3 cl Original Blue Curaçao Senior
1,5 cl Succo di lime fresco
Shakerare con ghiaccio e versare in coppetta da cocktail bordata di sale solo per metà.
Diventato popolare negli anni ‘70 sulle navi da crociera che solcavano il Mar dei Caraibi, ha guadagnato fama anche negli USA, soprattutto nella versione frozen, grazie alle catene di locali come T.G.I. Friday’s, Chili, Ruby Tuesday e Applebee’s. Per questo motivo era meglio conosciuto come “New York Margarita”.

I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.