
Creatività italiana e successo internazionale: è la formula vincente del Negroni, uno dei cocktail più popolari al mondo.
La sua nascita risale al 1919, a Firenze, grazie al conte Camillo Negroni, iconico personaggio dell’epoca. Elegante poliglotta, maestro di scherma, giocatore d’azzardo e amante del bere miscelato, il gentiluomo era un frequentatore abituale del Caffè Casoni, nella centrale via de’ Tornabuoni. Qui il barman Fosco Scarselli aveva come specialità il Milano-Torino, cocktail molto in voga all’epoca, ma capitava di frequente che l’istrionico conte Camillo si mettesse al bancone. Fu così che, in un giorno di maggio, il conte decise di modificare quel cocktail classico, a base di Vermouth rosso, Bitter e soda. Durante i suoi lunghi e frequenti viaggi a Londra e New York si era innamorato del gin, ed ebbe così la felice intuizione di sostituire la soda proprio con il gin, creando quindi una sorta di versione rinforzata dell’Americano. Come tocco finale distintivo, una mezza fetta d’arancia. Era nato il Negroni Cocktail.

Da Firenze, la fama del nuovo cocktail cominciò a diffondersi rapidamente: sulle prime gli avventori chiedevano un Americano alla maniera del conte Negroni, poi semplicemente un Negroni. Il re del Negroni Mauro Mahjoub, bartender e docente nonché fondatore del Negroni Bar a Monaco di Baviera, racconta che questo cocktail compare nel ricettario del Floridita a Cuba nel 1939, con il nome di Negrone, mentre nel 1949 viene citato in un libro spagnolo. Un’altra autorità in materia è Luca Picchi dello storico Caffè Gilli di Firenze, che sull’argomento ha scritto un libro: Negroni Cocktail, una leggenda italiana, e che ogni giorno propone il suo Negroni e le infinite varianti create in tutto il mondo. Dal Cardinale dell’Hotel Excelsior a Roma nel 1950, in cui il Martini rosso è sostituito con il Dry, al Negroni sbagliato creato da Mirko Stocchetto del Bar Basso a Milano, il giorno in cui scambiò lo spumante Brut con la bottiglia di gin. Senza dimenticare il Negrosky, con vodka al posto del gin, e il Tegroni, a base di tequila, entrambi creati da Mauro Mahjoub.
Un terzo di gin, un terzo di Bitter Campari, un terzo di Vermouth rosso dolce: è questa la ricetta classica. Senza dimenticare mai la fettina d’arancia.
Ma quali sono gli accorgimenti per un Negroni perfetto?

Il bicchiere – deve essere un tumbler basso e va raffreddato prima di cominciare: basta riempirlo di ghiaccio, ricordando poi di eliminare scrupolosamente l’acqua di scioglimento.
La miscelazione – il Negroni va preparato direttamente nel bicchiere raffreddato. Prima di tutto si riempie di ghiaccio, poi si versano i componenti: gin, Vermouth rosso e Bitter, rigorosamente in quest’ordine, perché il gin è perfetto per miscelare gli ingredienti, mentre il Bitter ha una consistenza densa, che non permetterebbe agli altri componenti di amalgamarsi alla perfezione. Alla fine occorre mescolare delicatamente con un cucchiaino lungo, e guarnire con la fettina d’arancia.
L’abbinamento – il gusto intenso del Negroni lo rende perfetto per accompagnare cibi piccanti o fritti.

3 cl Tanqueray Ten Gin
3 cl Mulassano Vermouth rosso
3 cl Campari Bitter
Una mezza fetta d’arancia
Sistemare il ghiaccio nel bicchiere e versare nell'ordine i tre ingredienti. Mescolare e decorare con una fettina d'arancia.

I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.