
Islay è l'isola più meridionale delle Ebridi Interne, in Scozia, ed è nota come la "regina delle Ebridi" (Banrìgh nan Eilean). Ha una superficie totale di 600 km², con poco più di 3000 abitanti, e ben nove diverse distillerie attive per la produzione di whisky, dislocate lungo le coste.
La principale attività economica di Islay è l’agricoltura unita appunto all'industria del whisky. La ragione di questa concentrazione di distillerie, oltre che alla tradizione, la si deve decisamente alla risorse naturali di Islay, grazie alle quali l’isola scozzese produce i propri straordinari whisky di malto, molto caratteristici e intensi, che riscuoto grande successo tra gli appassionati di tutto il mondo.

A creare la magia è la combinazione del terreno fertile con estese torbiere e un’eccezionale acqua torbosa e morbida, il tutto mescolato con le brezze marine ed esaltato - per quanto riguarda la produzione di whisky - dai processi di distillazione tradizionali.
Gran parte di Islay è bassa e fertile, ma il territorio presenta anche brughiere e colline elevate, la più alta delle quali è il Beinn Bheigeir, a 491 metri. La varietà del paesaggio è dovuta alla struttura geologica sottostante. Le aspre alture sono formate da quarziti dure, mentre i terreni più bassi e fertili sono ricoperti da calcari e micascisti.
Nelle baie si trovano estesi depositi di spiaggia rialzata e notevoli aree di sabbia soffiata, sia lungo la costa che nell'entroterra. Nell'entroterra si trovano numerosi laghi d'acqua dolce e abbondanti corsi d'acqua, alcuni dei quali formano cascate nelle zone più alte della costa.
Come in altre zone della Scozia occidentale, il clima può essere molto variabile, anche se non mancano periodi di tempo stabile. Non essendoci nulla tra Islay e la costa orientale del Canada, a parte ovviamente l’Oceano Atlantico, i venti da sud-ovest sono praticamente una costante.

Secondo la leggenda, il whisky sarebbe nato proprio su Islay. Sta di fatto che su quest’isola si produce lo storico distillato scozzese almeno dall’inizio del sedicesimo secolo. Si dice che a fare la prima distillazione sarebbero stati alcuni monaci irlandesi, sbarcati sull’isola proprio perché attratti dalle sue caratteristiche climatiche e geologiche, ma in particolare dalla massiccia presenza della torba nelle zone paludose.
Ogni elemento naturale contribuisce, ma a dettare legge per quel che riguarda il whisky di Islay è infatti senza dubbio la presenza e l’utilizzo della torba. È l’uso molto intenso di quella locale, ancora oggi raccolta nelle zone paludose, a rappresentare il marchio di fabbrica del whisky di Islay, che per queste ragioni risultano non solo molto tipici ma letteralmente unici, al punto da fare categoria a sé e famigerati per essere i più decisi e torbati di tutti.
Oggi, dei 3000 abitanti di Islay, tutti lavorano in qualche modo all’industria del whisky: da chi produce orzo o lavora alla torba fino a chi lavora nel turismo del whisky.
Le distillerie sulla costa sud-orientale sono note per la produzione di un whisky particolarmente torbato e con note saline. Tra le altre distillerie, dislocate a nord dell’isola, Caol Ila è l'unica che porti avanti la produzione fortemente torbata. Le poche distillerie restanti tendono a produrre distillati dal carattere più leggero, ma anche nei casi in cui utilizzano malto non maturato e acqua di sorgente prima che abbia avuto il tempo di raccogliere molta torba, i whisky prodotti conservano comunque un sapore torbato.

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I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.