
Il tema della sostenibilità è da qualche anno finalmente alla ribalta, e data la sua urgenza e attualità ha coinvolto anche il mondo degli spirits. Sono moltissime, a oggi, le aziende produttrici di distillati che hanno scelto un approccio ‘carbon free’, impegnandosi in maniera concreta a favore dell’ambiente.
La tendenza è cominciata nel mondo anglosassone, è cresciuta man mano e sta diventando qualcosa di sempre più simile a una routine, che sta coinvolgendo anche l’Italia: i produttori sono più attenti e fanno scelte più consapevoli ed ecosostenibili, cercando insomma di continuare a promuovere la loro eccellenza senza sottovalutare gli impatti sull’ambiente.
Le distillerie rappresentano un grande esempio di circolarità nel settore enogastronomico: per essere sostenibili dal punto di vista sia economico che ambientale devono infatti concentrarsi sulla valorizzazione delle materie, sull’efficienza energetica e sull’economia circolare. Si tratta di un fenomeno che si sta espandendo in modo esponenziale, anche grazie all’impiego di energie rinnovabili, che tra il 2018 e il 2021 è cresciuto del 300% nel settore.
Uno degli elementi essenziali nella produzione di distillati è l’acqua, utilizzata principalmente in forma di vapore: nell’ultimo biennio le grandi quantità necessarie all’industria sono state fortemente ridotte, grazie a scelte aziendali che si sono concentrate sul riciclo dell’acqua – in alcuni casi si è arrivato addirittura a un consumo pari a zero. Le acque utilizzate dalle distillerie vengono trattate in modo da poter essere smaltite negli impianti civili di depurazione idrica, e gli effetti sono stati importanti, portando da 1.904.300 metri cubi utilizzati nel 2018 a 1.672.900 metri cubi nel 2021.
Per quanto riguarda le fonti energetiche tradizionali, è stato fortemente ridotto il ricorso a forme di energia a elevato impatto ambientale, scegliendo soluzioni più sostenibili come il gas naturale. L’autoproduzione di energia termica ed elettrica dai residui di lavorazione permette di minimizzare l’acquisto di energia e di ridurre l’impatto ambientale, oltre che i costi per le distillerie. Crescono inoltre gli investimenti nell’installazione di impianti fotovoltaici e biogas. Sta prendendo piede anche la produzione di bioetanolo sostenibile: un biocarburante in grado di abbattere le emissioni del 75% rispetto alla benzina.

L’approccio green delle distillerie è diventato evidente anche nella gestione dei materiali da confezionamento e dei rifiuti. La scelta dei materiali è già da qualche tempo orientata verso soluzioni sostenibili come vetro, sughero, legno, ma sempre più aziende cercano soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale del packaging. Si parla di utilizzare le vinacce esauste pressate per produrre i tappi e la carta di fiori per le etichette, e ci sono già i primi prototipi di bottiglie realizzate interamente a partire da materiali ecosostenibili.

Le distillerie, insomma, stanno cambiando radicalmente il loro modo di lavorare da alcuni anni. L’autoproduzione di energia rinnovabile, il contenimento dei consumi di acqua e l’utilizzo dei sottoprodotti della filiera sono buone pratiche per le quali il mondo delle distillerie sta diventando uno dei settori più interessanti dal punto di vista della sostenibilità.
I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.