
Da un punto di vista strettamente tecnico, si definisce grappa il distillato ottenuto dalla fermentazione di vinacce italiane.
La grappa, tuttavia, rappresenta molte altre cose, tutte legate a una tradizione precisa del nostro paese.
Le sue origini si perdono nell’antica Mesopotamia tra l’Ottavo e il Sesto secolo avanti Cristo, e poi nel Medio Evo, quando l’acquavite veniva utilizzata come medicinale per le sue proprietà antinfiammatorie: dei suoi processi produttivi parlano anche molti antichi alchimisti.
La grappa nasce come un distillato povero, diffuso perlopiù tra i contadini: le bucce degli acini d’uva impiegate erano infatti lo scarto della distillazione del vino, destinato ai ceti più abbienti. Il prodotto di questo processo era sempre e comunque, all’epoca, una bevanda forte e bruciante.
Un esempio emblematico e celebre risale ai drammatici eventi della Prima guerra mondiale: gli alpini bevevano questo distillato proprio per sopportare la vita di trincea, e per farsi coraggio in battaglia.
Dal secondo dopoguerra in poi, la grappa conobbe una rivalutazione, divenendo più morbida grazie a un processo di distillazione via via più raffinato.

Fino agli anni Cinquanta, la tecnica più praticata era la distillazione a fuoco. Con l’evoluzione dei processi si svilupparono man mano impianti di distillazione a metodo discontinuo, sia a vapore che a bagnomaria, permettendo la produzione di grappe di migliore qualità.
Le vinacce utilizzate per le grappe classiche furono di tutti i tipi fino agli anni Settanta, fatta eccezione per la storica distilleria Bocchino di Canelli, che usava solo vinacce di Moscato.
L’idea di produrre volutamente grappe monovitigno fu portata avanti dalla famiglia Nonino nel 1973: fu una svolta, che fece diventare la grappa un distillato di pregio nella percezione comune.

Fondata a Schiavon, nel vicentino, nel 1898, e di proprietà della famiglia omonima, la distilleria Poli produce grappa utilizzando uno dei pochissimi alambicchi interamente in rame ancora esistenti, costituito da caldaiette a vapore a ciclo discontinuo.
Sono i pronipoti del fondatore Giobatta Poli – Giampaolo, Barbara, Andrea e Jacopo – che continuano l’attività di quella che oggi è una delle distillerie più importanti del vicentino, producendo grappa e distillati di uva, vino e frutta.
L’amore di Gianni Capovilla per il mondo delle grappe comincia come un hobby e poi, nel 1986, diventa un lavoro, che l’ha portato in breve tempo ai vertici della maestria nell’arte della distillazione.
Per le sue grappe e i distillati di frutta, la sua grande passione, Gianni utilizza piccoli alambicchi a bagnomaria, costruiti da un artigiano tedesco.
La tecnica e il cuore, insomma, qui sono al servizio della natura, per estrarre la quintessenza da ogni spirito, utilizzando varietà celebri e anche rarissime da tutto il mondo.

I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.