

Vittorio Gianni Capovilla emigra da Bassano del Grappa a 10 anni, spostandosi con i genitori nella Svizzera tedesca. Rientra a 15 anni in Veneto, poi a 19 ritorna in Svizzera, dove diventa meccanico di un’importante scuderia di Formula 3.
Nel 1971 apre la sua officina in Italia e si avvicina alla svolta della sua vita: tra i clienti c’è un famoso fabbricante di prodotti enologici che esporta in Germania, il quale gli propone di seguire l’export.
Gianni partecipa alle fiere del settore e, quando vede il primo alambicco di rame, se ne innamora perdutamente. Inizia per hobby a produrre il vino e a distillare. Il primo frutto che distilla è la susina selvatica, poi la corniola... e da allora non si è più fermato, arrivando già dal 1986 a fare di una passione bruciante un lavoro che assomiglia a un’opera d’arte in costante evoluzione.

L’attrazione per la natura lo porta a una ricerca costante di tutti i cultivar possibili; raccoglitore nomade di mirtilli e lamponi selvatici, rosa canina, bacche di sambuco, ciliegie selvatiche, fichi bianchi della Croazia e fichi d’India. Tra la frutta domestica ricerca varietà antiche da piccoli agricoltori sperduti. Ha distillato più di 70 varietà di mele e più di 40 di pesche, albicocche, pere.
Ha scoperto che alcuni frutti freschi molto aromatici come le fragole, i cachi, i meloni, i kiwi e purtroppo anche i manghi, dopo la fermentazione perdono le loro caratteristiche aromatiche, e quindi rimangono penalizzati. Distilla prima di tutto per sé, per cercare di rubare la quintessenza del vegetale.

Tutti i distillati di Capovilla sono prodotti senza zuccheri aggiunti e avviando la fermentazione, che può arrivare fino a 15 giorni, coi lieviti presenti naturalmente sulla frutta. La doppia distillazione a bagnomaria avviene in cinque alambicchi discontinui della tedesca Müller, forgiati seguendo le richieste specifiche del Capo. Oltre agli alambicchi, c'è un altro sistema, progettato da Gianni, denominato CaSCo (Capovilla Spirits Condensing System), ed utilizzato per eliminare volatili indesiderati difficili da separare, oltre a chiarificare e stabilizzare i distillati attraverso riscaldamento e refrigerazione.
Ma la cosa davvero stupefacente di questo genio della distillazione è la tenacia e l’amore con cui conserva questi distillati bianchi prima dell’imbottigliamento: non qualche mese per far armonizzare lo spirito, ma anni e anni, necessari per l’esterificazione degli acidi grassi e per consegnare alla Storia un altro capolavoro firmato Capovilla.


Tutto è iniziato con l’incontro tra Gianni e Luca Gargano, il Signore del Rum, e dall’idea folle di portare il Capo a distillare un Rhum agricole ai Caraibi, sull’isola di Marie-Galante. Qualche tempo dopo, gli alambicchi Müller ordinati ad hoc hanno cominciato a funzionare e a produrre un liquido oggi celebrato dagli appassionati di tutto il mondo.
La produzione di Rhum Rhum parte dalla coltivazione naturale della canna da zucchero, con l'utilizzo di canne rouge e B47.259, e il processo produttivo non prevede la minima diluizione e nessuna addizione di agenti chimici. Le lunghe fermentazioni di 5/6 giorni a temperatura controllata precedono la doppia distillazione negli alambicchi in rame a bagnomaria.
Il risultato è un bianco di estrema finezza e aromaticità, mentre piccoli lotti vengono destinati all’invecchiamento in clima tropicale e prenderanno il nome di Rhum Rhum Liberation.
I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.