
Alzi la mano chi non ha mai assaporato un Mojito, magari in qualche calda serata estiva: difficile trovare qualcuno, anche tra le persone meno appassionate di cocktail. Si tratta davvero di uno dei drink più conosciuti al mondo, dalle origini leggendarie ma sempre comunque legate al mondo dei pirati.
La storia del Mojito è infatti legata a quella di sir Francis Drake, il celebre corsaro inglese, che nel 1586 avrebbe creato una miscela a base di succo di lime, acqua, zucchero di canna, acquavite distillata e menta. Questa bevanda, conosciuta come El Draque, aveva principalmente due obiettivi: donare coraggio a pirati e marinai durante gli assalti e, grazie alla vitamina C contenuta nel lime, aiutare a combattere lo scorbuto, molto diffuso tra chi passava mesi sulle navi.

Il Mojito inteso come cocktail, dal canto suo, inizia a diffondersi dalla metà del XIX secolo, in concomitanza con la diffusione del rum, ed entra nella leggenda grazie allo scrittore Ernest Hemingway. Grande bevitore, oltre che autore di alcuni dei romanzi più celebri della storia della letteratura, Hemingway era un appassionato frequentatore della Bodeguita del Medio, locale del mitico barista Angel Martinez. È qui che lo scrittore lasciò il suo celebre detto: “My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita”.
Incerte sono anche le origini del nome: Mojito potrebbe derivare dal mojo, una salsa caraibica a base di succo di limone e aglio, ma secondo un’altra versione, più suggestiva, verrebbe direttamente dal mondo del voodoo, dove mojo significa ‘incantesimo’.
Il Mojito viene sempre troppo spesso "maltrattato": la menta non deve essere pestata e spezzettata, perché questo impedisce di beneficiare dei suoi oli essenziali, compromettendo il piacere della beva.
Il lime va spremuto, possibilmente sul momento, al fine di ottenere la giusta acidità equilibrandola con la parte aromatica del frutto stesso.
Cercate di conservare la soda al fresco: potrebbe sembrare un dettaglio, ma questo eviterà di non eccedere con la diluizione.
Sinceratevi che il rum che impiegherete nel Mojito abbia una ricchezza aromatica capace di ricondurvi alla canna da zucchero. Questo cocktail ha sofferto di un eccesso di popolarità, e troppo spesso viene preparato con rum di qualità molto bassa, senza alcuna intensità aromatica: praticamente dei rum che, oltre alla carica alcolica, non portano nulla.
Il ghiaccio deve essere a cubetti interi, in modo da mantenere al meglio la temperatura. Spesso il ghiaccio tritato o spaccato non viene conservato in maniera corretta, per cui si scalda velocemente e diluisce in maniera irreparabile il cocktail.


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I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.