
Chi è nato prima, il whisky scozzese o il whiskey irlandese? La risposta non la sapremo probabilmente mai, e in fondo non è nemmeno di fondamentale importanza.
Quello che ci interessa qui è parlare delle molte caratteristiche che rendono inconfondibile il whiskey irlandese.
Le differenze, oltre che nel nome, cominciano con la materia prima. In Irlanda storicamente è possibile utilizzare anche orzo non maltato, in aggiunta a quello maltato oltre a grano, segale, avena e mais – questo rende il whiskey più fresco e più morbido rispetto a quello scozzese. L’avena, quando presente, viene schiacciata e non macinata: al termine dell’infusione il mosto viene fatto passare attraverso le bucce sul fondo del tino, per un gusto più intenso.
In Irlanda vengono prodotti sia blended che single malt, ma si può dire che il tipico whiskey irlandese è il Pot Still Irish Whiskey, prodotto proprio a partire da una miscela di orzo non maltato e orzo maltato, entrambi presenti al 30% minimo.

Molto diffusa è anche la tripla distillazione, oramai quasi completamente scomparsa in Scozia. Distillare significa spesso purificare, e dunque un ciclo di distillazione in più porta a un distillato ‘bianco’ privo di spigoli ed elegante.
In Irlanda la torba è presente come in Scozia, e non tutti sanno che fino ai primi del 1900 molti whiskey irlandesi contenevano orzo maltato con fumo di torba.
Negli anni poi questa tecnica si è persa e oggi sono pochissimi i whiskey irlandesi torbati.
Tuttavia una nuova generazione di distillatori è sbocciata in Irlanda, con le realtà produttive che sono passate da meno di 10 a 40 nel giro di un decennio. Distillerie spesso artigianali, capaci di recuperare le tradizioni ma anche di innovare, eppure tutte orientate alla qualità più che alla quantità.
Dal 2015, nella cittadina di Waterford, Sudest dell’Irlanda, è attiva una distilleria unica al mondo. La Waterford Distillery è stata fondata all’interno di un ex complesso industriale, un tempo uno degli impianti di produzione della birra Guinness, che è stato completamente ristrutturato nel 2003 e chiuso dopo soli dieci anni. Il corpo è dunque quello di un impianto ultra moderno, lontano anni luce dall’idea di distilleria tradizionale del passato, ma il cuore pulsante è animato da una filosofia avanti di decenni per quanto riguarda la cura artigianale dei dettagli.
Il concetto che sta alla base del progetto Waterford è tanto semplice quanto rivoluzionario: produrre un whisky orientato alle materie prime e tutto teso a misurare l’influenza del terroir. Waterford imbottiglia quindi perlopiù Single Farm Whisky, derivanti da singole aziende agricole irlandesi, ognuna in grado – per cultura, per terreno e per clima – di produrre un orzo con caratteristiche uniche. Scopri la gamma Waterford ›

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I distillati presentano percentuali diverse di alcol. Partendo da questo presupposto abbiamo definito un parametro che vi permetterà di comparare meglio i diversi prezzi. Il parametro viene calcolato dividendo il prezzo della bottiglia per la gradazione alcolica. La gradazione alcolica (o titolo alcolometrico) è la quantità di alcol puro (etanolo) contenuto nella bevanda alcolica.
Con questo parametro indichiamo il prezzo di una singola dose (abbondante) di distillato pari a 4 cl. La si calcola dividendo il prezzo della bottiglia per la sua quantità (espressa in cl), quindi si moltiplica per i centilitri della singola dose consigliata.